Come perdersi in un bicchiere d’acqua (calda).
Non è necessario essere dei fans della politica di Berlusconi per constatare che il centro-sinistra, per assumere un po’ di credibilità e per convincersi di essere uniti almeno in un ambito circostanziale, scopra l’acqua calda.
Dunque, oggi tra le prime pagine dei giornali risultava in primo piano la notizia secondo cui Fassino, in un lampo di genio pitagorico, ispirato da uno studio attento sulla questione medio-orientale, abbia profuso il suo intelletto in uno schizzo di notes e, tronfio della scoperta per la doppia soluzione inerente sia ai guai della coalizione di cui fa parte sia agli atavici problemi della penisola iraqena, abbia consegnato al proprio leader, Prodi, ciò che per noi umani risulta solo un foglietto, ma che per la GAD o FED o UPD o Cosa II (???) è il collante di un futuro programma: i mitici 7 punti di Fassino! Che Fassino abbia trovato in casa sua il Sacro Graal? O forse la pietra filosofale? Quale mistero è celato dietro a cotanto ingenio?
Ma senza voler influenzare i lettori, procedo per gradi:
la tappa n°1 prevede la convocazione del Parlamento; l’avreste mai detto che dopo le elezioni, se vengono effettuate in assenza di brogli (e così è stato), viene convocato il Parlamento? Altro che Copernico.
Tappa n°2 prevede la formazione di un governo: e io che pensavo che il parlamento potesse detenere legislativo ed esecutivo! Fenomenale.
Tappa n°3: Costituzione che preveda la tutela delle minoranze. Mi sento così stupida, io pensavo che le minoranze dovessero essere rinchiuse in una enclave. Rivoluzionario.
Tappa n°4: Intervento dell’ONU. Considerando che ci troviamo sull’orlo della più grave crisi istituzionale dell’ONU dal 45 per il presunto scandalo “OIL fOR FOOD” e le relative tangenti di Saddam (che è solamente l’ex dittatore, colpevole dell’eccidio dei curdi e dell’attacco al Kuwait) ai funzionari dell’ONU, non mi capacito del fatto di non avere pensato come Fassino di impegnare l’ONU prima che Volker, il commissario che sta relazionando sui fatti dal 96 al 2004, abbia compiuto la sua analisi. Troppo furbo!
Tappa n°5: varo di una Conferenza Internazionale per il programma di aiuti per la ricostruzione economica. E mi sembrava strano di aver sentito parlare di “Nuovo Piano Marshall” per il Medio Oriente da Berlusconi prima dell’invio delle truppe in Iraq. Sento che sia possibile una nomina a Fassino per il nobel.
Tappa n°6: passaggio di poteri alle truppe iraqene. Ma nessun programma di peace keeping prevede dopo un periodo di controllo terzo, considerata fase transitoria e straordinaria, un ritorno alla normalità dopo un adeguato addestramento delle truppe locali e il ripristino della sicurezza.
Infine, se queste tappe non sono riuscite finora a convincere tutti i lettori della preparazione in Scienze Politiche di Fassino, l’ultimo punto vi porterà ad un ripensamento: ebbene, Fassino, prevede come ultima fase, il ritiro delle truppe straniere!
Io non ho il cuore di far sapere agli esponenti del centro-sinistra che stanno festeggiando per una posizione che li accomuna (?anche Rifondazione che vede in Chavez il nuovo CHE?) e che 1) è stata oggetto di dibattito da circa 15-20 anni negli entourage dei vari presidenti (sia democratici sia repubblicani) che si sono succeduti alla Casa Bianca, 2) che ha rappresentato il motto di battaglia di Bush alle ultime elezioni e che 3) è stato il motivo per cui il Governo Berlusconi ha deciso di inviare le proprie truppe.
Bè, forse dopo la scoperta dell’acqua calda, una bella doccia gelida farà capire ancora una volta che il centro-sinistra non solo non può presentarsi unito perchè non ha programmi innovativi, ma soprattutto perché non è in grado di sostenere una politica estera seria e coesa che è elemento prioritario per la credibilità del nostro paese nel mondo. Di fronte ad una crisi internazionale, come si potrebbe comportare un futuro governo in cui una parte consistente della propria coalizione fa fatica a contenere il proprio anti-americanismo e guarda con più favore ai dittatori dell’America centro-meridionale?
È indubbio che si possa essere critici su qualsiasi ambito legislativo del Governo Berlusconi, ma sarebbe una menzogna asserire che il Governo abbia condotto una linea politica estera che non sia stata chiara, inequivocabile o seria. L’eterogeneità, a volte anche rissosa, delle forze della CDL ha avuto, infatti, la grandezza di mostrarsi unita nei momenti più difficili della storia internazionale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ed ha espresso nelle figure dei Ministri degli Esteri, da Ruggero a Fini, determinazione e prestigio nazionali.
Daniela Negri
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